Breve documentario "ferroviario" che percorre la tratta Lubiana-Zagabria intervistando i passeggeri ed interrogandosi sullo stato attuale della ex Jugoslavia. Vi consiglio di perdere un quarto d'ora per guardarlo.
Da qualche settimana Mozilla ha rilasciato la nuova versione di Firefox, la 4.0.
L'impressione iniziale è buona, veste grafica aggiornate e maggiormente accattivante rispetto alle precedenti. Molte le innovazioni direttamente visibili ed indirettamente. L'obiettivo principale dei programmatori era in effetti cercare di colmare il gap col principale rivale: Chrome. Molti i passi in avanti fatti, anche se forse, in velocità e leggerezza Chrome sembra essere ancora in vantaggio rispetto ai rivali. Non è detto che con i prossimi rilasci, Firefox non raggiunga i livelli di prestazione del browser di Google.
Una l'innovazione che ho trovato interessante, almeno dal mio punto di vista e di quello della mia personalissima crociata contro il web marketing. Firefox 4 propone un sistema per evitare il tracciamento dei propri dati di navigazione da parte dei siti di e-commerce e dell'universo di editori che lavora attraverso l'e-mail marketing. Sostanzialmente, la maggior parte dei siti di e-commerce inserisce nelle proprie pagine un cookie che si scarica automaticamente dopo una trentina di secondi di navigazione attraverso il sito. Quel cookie vi traccia come interessati al prodotto o alla categoria di prodotti proposti dal sito. Da quel momento, in siti come Youtube o Facebook (solo per citare i più usati e famosi) vi compaiono gli annunci secondo i gusti. Quindi se, come mio papà, passate più di 30'' in un sito e-commerce che vende bassi elettrici, se poi usate GMail vi comparirà o un annuncio dello stesso sito (magari con tutte le ultime occasioni in materia di bassi elettrici) o di un sito concorrente che magari ha pagato maggiormente l'editore per aumentare il rating dei suoi annunci. Firefox quindi permette di impedire a questi siti di installare e tracciare i loro cookies evitando il bombardamento pubblicitario. Per default non è installato, ma è sufficiente impostarlo nelle opzioni di navigazione. E' sicuramente un'opzione che Chrome non avrà mai, dal momento che il maggior editore è proprio AdWord di Google.
Su una cosa il ministro Maroni ha ragione, l'Italia da sola non può affrontare l'arrivo di immigrati dal nordafrica a seguito dell'allentarsi dei controlli alle frontiere marittime di Tunisia e Libia. Nessuno qui a Parigi immagina che gli immigrati che riescono a raggiungere Lampedusa scelgano l'Italia come approdo in quanto tale, è semplicemente una questione di distanze: Lampedusa è solamente la costa europea più vicina. Per molti di questi immigrati, in particolar modo quelli di nazionalità tunisina (ma la questione vale anche per la parte francofona degli immigrati provenienti dall'Africa subsahariana), l'approdo naturale sarebbe la Francia. In molti possono contare nell'esagono una rete di appoggio, sia essa familiare, di conoscenti o di compaesani già installati nel vecchio continente. Ne è consapevole il governo francese, la stampa e l'opinione pubblica. Come si spiega la paura della Francia ed il conseguente atteggiamento ostile alla cooperazione attiva? Forse per paura di rimanere essa stessa da sola nel momento del bisogno? La risposta, almeno a livello politico-governativo, sta nella scadenza elettorale del 2012. Si voterà per eleggere il nuovo presidente, i sondaggi danno l'uscente Sarkozy in difficoltà e la rielezione appare molto difficile. Ma non è solo questo a preoccupare l'UMP. Il vero problema è che il Front National, guidato dalla figlia del leader storico del partito Le Pen, sta guadagnando sempre più consensi, e i risultati delle ultime elezioni amministrative hanno spinto alcuni personaggi del partito di governo a parlare addirittura di un fronte repubblicano assieme ai socialisti per sconfiggere il FN alle prossime elezioni. Non si tratta quindi di perdere le elezioni contro i socialisti, in quella che sarebbe una naturale alternanza che segnerebbe lo scarso gradimento nei confronti di Sarkozy e colleghi. Il rischio è che l'UMP diventi il terzo partito in Francia, cosa resa possibile dalla scarsa partecipazione alle urne dei francesi e che segnerebbe la fine degli attuali dirigenti del partito. La situazione è delicata, ed accogliere nuovi immigrati dal nordafrica sarebbe difficile da digerire per una parte dell'elettorato dell'UMP, che su questo tema troverebbe una sponda facile nel Front National. L'impressione è che Sarkozy, oltre ad impegnare militarmente la Francia su più fronti caldi (Libia e Costa d'Avorio) abbia assunto una posizione intransigente in materia di accoglienza per non lasciare campo aperto alle critiche e al salasso di voti in favore dei rivali politici dell'estrema destra. Se Sarkozy si gioca la propria rielezione (o la sopravvivenza del partito in termini numerici) nel campo della politica interna e dell'accoglienza agli immigrati, la tanto agognata cooperazione comunitaria sarà difficile da mettere in pratica. E con la gestione degli sbarchi lasciata all'Italia e al ministro dell'interno leghista, buona fortuna a chi parte dalla Tunisia. Non bastassero le insidie del mare, la loro permanenza nel suolo europeo sarà irta di ostacoli.